Il Giappone è una delle nazioni più all’avanguardia nello spazio crittografico. Tantissimi passi avanti per un Paese che è da sempre leader nel campo della blockchain e delle criptovalute, e non ha nessuna voglia di restare indietro, soprattutto in questo periodo post-Coronavirus. Infatti, il senatore Otokita Shun, membro della commissione per gli affari finanziari di Tokyo Nippon Ishin, ha detto la sua opinione in merito al ruolo delle criptovalute, affermando che la criptovaluta e la blockchain saranno

Il Giappone è una delle nazioni più all’avanguardia nello spazio crittografico. Sta infatti avviando un vasto progetto per unificare tutti i registri di proprietà e di proprietà fondiaria nelle aree urbane, agricole e boschive su un unico registro a tecnologia blockchain. Il registro sarà testato in alcune città già selezionate nell’estate 2018. Se avrà successo, il governo giapponese metterà l’intero registro immobiliare su una blockchain nei prossimi cinque anni.

Più di recente, il Giappone ha anche annunciato l’intenzione di testare una piattaforma blockchain per l’elaborazione delle gare d’appalto governative, oltre che sta pensando seriamente all’emissione di una valuta digitale coniata dalla banca centrale. Tantissimi passi avanti per un Paese che è da sempre leader nel campo della blockchain e delle criptovalute, e non ha nessuna voglia di restare indietro, soprattutto in questo periodo post-Coronavirus.

Infatti, il senatore Otokita Shun, membro della commissione per gli affari finanziari di Tokyo Nippon Ishin, ha detto la sua opinione in merito al ruolo delle criptovalute, affermando che la criptovaluta e la blockchain saranno “più importanti” in un mondo post-pandemia. 

La  posizione di Otokita Shun

Otokita Shun è un legislatore giapponese che appartiene al terzo partito più rappresentato nella Camera dei consiglieri, il Japan Innovation Party. Shun ha sfidato il governo e la sua politica relativa alla criptovaluta, in relazione all’alta tassazione degli utili che le criptovalute devono pagare, e del fatto che a conseguenza di ciò molti investitori portano i loro soldi all’estero. Le aliquote fiscali in Giappone sono variabili, e i redditi correlati alle criptovalute sono classificati come “utili vari” subendo una tassazione fino al 55% sui profitti di criptovaluta.

Come si evince dal post, Otokita ha Parlato direttamente coi commercianti evidenziando che ci sono ancora degli ostacoli finanziari e fiscali che impediscono il progresso.

A quello che Otokita ha chiesto al governo, risponde Taro Aso, il ministro delle finanze della nazione, affermando che prima di prendere qualsiasi decisione in merito all’abbassamento delle aliquote sulle criptovalute è necessario fare un lavoro di ricerca, e verificare se realmente molti investitori stiano spostando i loro conti all’estero.

Inoltre Aso aggiunge l’impossibilità dell’impiego della blockchain in questo campo, perché risulta difficile raccogliere i flussi di criptovaluta di tutto il Giappone. Ma Otokita ribatte sottolineando che il governo potrebbe utilizzare le ricerche condotte dalla Japan Crypto-assets Business Association (JCBA) o altre associazioni che hanno già effettuato questo tipo di ricerca.

Otokita Shun ha sfidato il governo e la sua politica, in relazione all’alta tassazione degli utili che le criptovalute devono pagare.

Tracciabilità blockchain

Otokita parla di blockchain pubbliche  come funzionalità “integrata” , che permettono una trasmissione verificabile e autentica di dati riferibili a qualsiasi risorsa. Nel caso attuale relativo alla pandemia, può fornire dati in modo rapido e verificabile per contrastare la diffusione del virus.

In merito al discorso blockchain Carlo De Meijer, capo economista del MIFSA, ha scritto a Finextra:

“Hanno lanciato una serie di domande per l’uso immediato e di emergenza per combattere la diffusione del coronavirus nelle istituzioni pubbliche, negli ospedali, nelle università e nel settore finanziario”.

I governi stanno cambiando rotta, e la loro opinione in merito a criptovalute e blockchain sembra evolversi al positivo. Vietare l’utilizzo non serve a tenere la cosa sotto controllo al contrario si vanno a creare dei veri e propri HUB blockchain.