Antigua e Barbuda non sono nuove a legislazioni in merito all’usabilità e alla diffusione delle criptovalute. La notizia di oggi è un’ulteriore prova dell’interesse dei legislatori nello spazio crittografico. Il governo della città dei Caraibi vorrebbe approvare una regolamentazione per le criptovalute, che renderebbe la nazione caraibica una destinazione digitale.

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Antigua e Barbuda non sono nuove a legislazioni in merito all’usabilità e alla diffusione delle criptovalute. Già nel 2018, il governo ha modificato la legislazione del Paese, con L’investment Program Act, un programma di investimenti (CIP) che permette di accettare pagamenti in bitcoin e criptovalute. La notizia di oggi è un’ulteriore prova dell’interesse dei legislatori nello spazio crittografico. Il governo della città dei Caraibi vorrebbe approvare una regolamentazione per le criptovalute, che renderebbe la nazione caraibica una destinazione digitale.

Questo arriva sulla scia delle nuove misure adottate da Cina, Francia e Stati Uniti riguardo l’industria fintech, tanto che il 27 maggio, La Camera dei rappresentanti di Antigua e Barbuda hanno approvato una legge definita “The Digital Assets Business Bill 2020”

Il governo della città dei Caraibi vorrebbe approvare una regolamentazione per le criptovalute, che renderebbe la nazione caraibica una destinazione digitale.

La regolamentazione crypto 

La nuova legge mira ad una regolamentazione delle società crittografiche, stabilendo regole e offrendo protezione per gli scambi e gli utenti.  Una norma imprescindibile stabilisce che tutte le attività di asset digitali In Antigua e Barbuda debbano possedere una licenza che gli permetta di “emettere, vendere o riscattare monete virtuali”, operando come servizio di pagamento o scambio elettronico, fornendo servizi di portafoglio di custodia. Chi non rispetterà le normative verrà punito con multe che potrebbero arrivare a $250.000, inoltre i dirigenti aziendali rischiano di incorrere in cause penali, o peggio la reclusione.

Questo quadro normativo, fortemente voluto da Ayre Group, nChain, Bayesian Fund e Bitcoin Association, consentirà alla Commissione di regolamento dei servizi finanziari del paese, o FSRC, di garantire che le società crittografiche applichino la giurisdizione. Calvin Ayre, inviato economico per la tecnologia di Antigua e Barbuda, è stata un’importante voce a favore delle criptovalute e di una regolamentazione all’interno del paese.

“Con questa legge, Antigua è ora in cima alla lista dei paesi che trarranno beneficio dall’esplosione dell’applicazione e della tokenizzazione che sta avvenendo davanti ai nostri occhi su BSV., ha dichiarato sul suo sito Web.

In ogni caso si dovrà attendere l’ultimo step, che consiste nell’approvazione della legge da parte del Senato Antiguan, ma non sembra preoccupare gli animi e la legge si da già per passata, dato che questo passaggio per molti è considerato una mera formalità.

L’implementazione delle criptovalute e di bitcoin in questi paesi sta diventando una cosa comune. Ad aprile vi avevamo parlato di un piccolo villaggio rurale a El Salvador che, per scongiurare la crisi economica creatasi dalla pandemia, ha deciso di affidarsi bitcoin. Dunque, pare che i paesi in via di sviluppo e quelli turistici trovino interessante la criptovaluta madre, molto più dei Paesi occidentali, reticenti alla sua sperimentazione. Chissà se nel tempo, anche a seguito dell’attuale crisi economica legata alla pandemia, non si ammorbidiscano e decidano di rendere più semplice la strada a bitcoin. Staremo a vedere!