Satoshi Nakamoto ha reso disponibili solo $21 milioni di bitcoin. Nuovi dati mostrano che bitcoin potrebbe anche essere più scarso di quanto si pensasse in precedenza, poiché il 7,78% dell'attuale offerta BTC non viene spostata da più di 10 anni. Questa percentuale numericamente corrisponde a circa $13 miliardi!

Satoshi Nakamoto, il padre fondatore di bitcoin, che molti dicono essere Craig Wright di cui più volte abbiamo parlato nei nostri articoli seguendo le sue vicende legali, ha reso disponibili solo $21 milioni di BTC, a differenza di quello che avviene per oro e petrolio i quali sono in continua produzione.

Proprio la limitatezza di bitcoin è stato uno dei punti cardine della criptovaluta. Questa caratteristica, addirittura, risulta essere una delle ragioni principali per cui BTC è stato ampiamente accettato come un bene “rifugio sicuro”.

Ma… nuovi dati mostrano che bitcoin potrebbe anche essere più scarso di quanto si pensasse in precedenza, poiché il 7,78% dell’attuale offerta BTC non viene spostata da più di 10 anni. Questa percentuale numericamente corrisponde a circa $13 miliardi!

Dove saranno finiti questi soldi immobili? Di chi saranno?

Nuovi dati mostrano che bitcoin potrebbe essere più scarso di quanto si pensi. Il 7,78% non viene spostata da più di 10 anni.

Scarsità e conseguente prospettiva macro?

Alcuni dicono che potrebbero essere proprio quelli del suo pseudonimo fondatore, ma è altamente probabile che una grande parte di essi possa essere attribuita a monete perse, il che significa che sono bloccate all’interno di portafogli di cui gli utenti hanno perso le chiavi.

Fatto sta che la maggiore scarsità che fornisce a BTC dà una spinta alle sue prospettive macro. Infatti, proprio questa – come indicato dal numero di monete che sono state inattive per oltre un decennio – sembra rafforzare ulteriormente il modello economico e suggerisce che la criptovaluta potrebbe subire un enorme rialzo negli anni a venire.

Abbiamo visto negli ultimi tempi come le opinioni siano discordanti, date la continue oscillazioni della criptovaluta di riferimento. Alcuni vedono in modo ottimistico questo momento di ribasso di bitcoin, altri in modo negativo. 

Per quel che riguarda questo aspetto di limitatezza potrebbe essere sia un bene che un male. L’ultima raccolta di Bitcoin dovrà avvenire nel 2140, anno che teoricamente non vivrà nessuno di noi. Per allentare la produzione e quindi compensare questo limite prestabilito, ogni 4 anni circa ad ogni 210.000 blocchi estratti, viene istituito l’halving (l’ultimo avvenuto lo scorso 11 maggio), ovvero il dimezzamento del valore di bitcoin, che comporta una riduzione anche dello stipendio dei miners.

Fatto sta che Satoshi le ha sempre pensate giuste… c’è sempre un motivo per far parlare di sé!